Focus

Edizione speciale 2020

FOTOGRAFICA. Festival di Fotografia Bergamo presenta “CoviDiaries – a project by Parallelozero” per la prima volta in mostra a Bergamo

Piazza Vittorio veneto e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII ospiteranno dal 16 ottobre all’8 novembre, nell’ambito dell’edizione 2020 di Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo una selezione di scatti dell’agenzia milanese Parallelozero. Immagini che raccontano di come la maggior parte di noi hanno vissuto la pandemia nelle proprie case, alle prese con la difficile ed inedita quotidianità. E l’impegno del personale medico e paramedico negli ospedali e nelle strutture sanitarie d’emergenza, che hanno continuato a lavorare per garantire la cura e i servizi essenziali.

L’Associazione Fotografica nel 2020 avrebbe proposto la terza edizione. A gennaio si era già a buon punto con la programmazione della rassegna, e con nuove sinergie sul territorio. Ma gli eventi di fine febbraio hanno portato a posticiparla al 2021. Al contempo, sarebbe dispiaciuto non lasciare testimonianza dei momenti drammatici che abbiamo vissuto soprattutto nella nostra provincia e che necessariamente obbligano ad una profonda riflessione.

Fotografica nasce per raccontare i grandi fatti di attualità. La Fotografia descrive, racconta, è diretta e lampante. Non chiede permessi e non lascia spazio a scuse. Facilita la riflessione, la presa di coscienza di accadimenti vicini e lontani. Ci fa riflettere sulla necessità di assumerci nuove responsabilità. In qualità di promotori del Festival di Fotografia di Bergamo riteniamo necessario testimoniare attraverso le immagini un evento così dirompente, che ha influito  fortemente sulle vite di tutti noi.

Da questa riflessione è nato il desiderio di proporre a Bergamo un’edizione speciale, con due mostre fotografiche esposte in spazi aperti che ci fanno ripercorrere quei giorni faticosi e drammatici al fine di non dimenticare e per far sì che la memoria sia la base per il nostro futuro. E’ nata una collaborazione con l’agenzia PARALLELOZERO che – con il progetto COVIDIARIES –  ha raccontato l’anno in cui tutto cambiato.

“il nostro modo di vivere, le nostre abitudini, la nostra scala di valori. E il senso di parole che in un passato recente sono state usate e spesso abusate fino a risuonare come mantra un po’ vacui, ma che nei mesi del lockdown e in quelli della ripartenza hanno assunto un significato straordinariamente profondo: sostenibilità, inclusione sociale, economia circolare, solidarietà. Ogni crisi contiene il seme dell’opportunità. La pandemia ha imposto all’umanità di pagare un duro prezzo, ma l’ha anche costretta a un cambiamento radicale, a trasformare in azioni concrete i concetti espressi da quei mantra: il futuro ci dirà fino a che punto saremo stati in grado di cogliere le opportunità offerte da questa crisi per migliorare in modo permanente le nostre società e il pianeta che abitiamo.

 

Il presente però ci ha rivelato qualcosa sul nostro Paese. Come è sempre stato nel momento del bisogno, lo abbiamo visto mettere in campo la sua insuperata creatività, la flessibilità e la capacità di reagire. Nonostante il lockdown, lo abbiamo visto continuare a produrre e lavorare per garantire i servizi essenziali, mentre il personale sanitario si prodigava fino allo stremo negli ospedali. Ogni giorno I fotogiornalisti hanno raccontato tutto questo: la cronaca quotidiana di un Paese colpito duramente come pochi altri al mondo, ma che come pochi altri ha saputo rimboccarsi le maniche e affrontare l’emergenza” (Sergio Ramazzotti).

Le mostre esposte:

 

“Le nostre vite sospese”
Racconta di come la maggior parte di noi hanno vissuto la pandemia nelle proprie case, alle prese con la difficile ed inedita quotidianità.

 

“Faccia a faccia con il virus”
Racconta l’impegno del personale medico e paramedico negli ospedali e nelle strutture sanitarie d’emergenza, quello di coloro che hanno continuato a lavorare per garantire i servizi essenziali e anche la testimonianza di coloro che in prima linea si sono ritrovati da pazienti, e che da lì sono riusciti a tornare a casa.

 

Fotografica, con orgoglio e con attenzione per la propria città, con il desiderio di esserci e di esprimere la forza e la capacità di Bergamo di reagire, vi aspetta a visitare le mostre.  Desideriamo condividere i momenti duri durante i quali ci siamo sentiti smarriti, ma che ci hanno visti reagire con una forte cooperazione naturale che ci fa guarda