Alessandro Penso

One Day

4/30 novembre

Palazzo della Ragione

Alessandro Penso è un fotografo impegnato da anni sul tema dei migranti in Europa. La mostra ONE DAY, prodotta da Officine Fotografiche di Roma, è curata da Annalisa D’Angelo, patrocinata da Medici Senza Frontiere ed esposta presso Officine Fotografiche dal 6 al 27 ottobre. Per più di sei anni il fotografo Alessandro Penso ha documentato le condizioni dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Europa, rivolgendo un’attenzione particolare ai paesi di confine dell'Unione Europea. Un percorso lungo e di ricerca che ha toccato tematiche e paesi diversi come Malta, Italia, Grecia, Spagna, Bulgaria e Francia; con lo scopo di mostrare come atteggiamenti di chiusura e di xenofobia vengano coperti e giustificati dalle politiche europee.

Queste le parole di Alessandro:
“Ho provato a scavare dentro al nostro territorio per vedere come queste persone vivevano e il modo in cui i loro “diritti” venivano rispettati in Europa. Ho visto paesi come la Grecia rifiutare le richieste di asilo fino al 99.5 %, supportando ideologie razziali, poi sfociate in attacchi violenti contro i migranti, come ad esempio la storia di Mohamed, investito di proposito. Ho visto centinaia di minori non accompagnati rischiare la vita per spostarsi da un paese europeo all’altro; costruire muri e ghetti in Bulgaria con i soldi donati dalla Comunità Europea, cancellando così parole come integrazione e solidarietà. Ho visto Paesi come Malta e Spagna lottare con i denti per uscire dalle tratte di chi cerca protezione in Europa. Il fallimento delle politiche europee è risultato evidente nel 2015 quando l’Europa non è riuscita a far fronte al milione di persone che hanno marciato alla volta di Berlino chiedendo che i diritti della Convenzione di Ginevra fossero rispettati.” Visualizza la scheda

Nato nel 1978, Alessandro Penso si avvicina alla fotografia durante gli studi universitari, iniziando un percorso che lo ha portato, nel 2014, a vincere il World Press Photo nella sezione General News e, nel 2015, ad essere premiato da Time per il miglior reportage dell’anno.

Negli ultimi anni, Penso si è occupato dell'immigrazione nel Mediterraneo, convinto che il suo lavoro possa contribuire a combattere le discriminazioni sociali. Le 63 fotografie di One Day sono il frutto di un progetto iniziato sei anni fa, in cui Penso ha documentato le condizioni dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Europa. Un percorso di ricerca e denuncia sociale tra Malta, Italia, Grecia, Spagna, Bulgaria e Francia, mostrando come atteggiamenti di chiusura e di xenofobia vengano coperti e giustificati dalle politiche europee.

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