Fabrizio Villa

Io ti salverò.
Nel Mediterraneo sulla nave della speranza.

4/13 Novembre

Ex carcere di Sant'Agata

Provati dal mare mosso e bagnati fradici, con addosso soltanto una maglietta, un paio di pantaloni o un abito. E l'odore della benzina. Nel Canale di Sicilia i migranti sembrano tutti uguali: alla deriva su gommoni made in China o su barconi fatiscenti da cui, spesso, vedono per la prima volta il mare. I loro occhi, pieni di paura e speranza, raccontano però storie diverse. Donne, bambini, giovani, intere famiglie: alcuni fuggono dalla guerra, altri dalla povertà. Tutti cercano la stessa cosa: una vita migliore. Per trovarla sono disposti a perdere quella che hanno, in viaggi disperati in cui la morte non è una possibilità remota.

Quelle storie sono andato a cercare, ancora una volta, nel cuore del Mediterraneo, sulla rotta della speranza che dalla Libia porta all'Italia. Sono salito a bordo della Comandante Cigala Fulgosi, la Nave della Marina Militare che ha dall'inizio di Mare Sicuro ha recuperato oltre settemila persone. La stessa del film di Rosi “Fuocoammare” che ha vinto quest'anno l’Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino come miglior film.

Per undici giorni ho vissuto con loro, marinai e volontari della Fondazione Rava impegnati in dodici distinti soccorsi che hanno salvato 1579 vite. Ho visto il coraggio, la fatica e l’abnegazione di chi per mare ha scelto di vivere e si sente ripagato dai sorrisi dei bambini che scorrazzano sul ponte ignari di tutto. Ho visto la disperazione e il dolore trasformarsi in sollievo e speranza nei volti di chi si è messo in viaggio senza sapere che cosa avrebbe trovato. Ho visto il loro incontro. Le immagini raccontano questo: storie di salvati e di salvatori nel cuore del "Mare nostro". Visualizza la scheda

Fabrizio Villa (1964) fotografo e giornalista professionista. Da oltre 28 anni intreccia testimonianze di eventi legati a disagio sociale, immigrazione e guerre con storie d’attualità, fenomeni naturali, ritratti di protagonisti del nostro tempo. Le sue immagini e i suoi servizi sono pubblicati da giornali italiani e internazionali tra i quali il Corriere della Sera, La Stampa, Panorama, Famiglia Cristiana, Gente, Oggi, Vanity Fair, Der Spiegel. Ha fotografato per conto delle agenzie internazionali: l’Associated Press, Agency France Presse e l’italiana Contrasto.

In Sicilia ha raccontato con le sue fotografie la “guerra di mafia” negli anni Novanta e le spettacolari eruzioni dell'Etna. Scrive per il Corriere della Sera nel supplemento culturale "la Lettura" dove tiene la rubrica di fotografia “Scatti flessibili”. E’ stato anche photoeditor nella redazione Cultura del Corriere della Sera. Nel 2004 ha vinto il premio dell'unione Stampa Cattolica Italiana per un’immagine sull’immigrazione clandestina in Sicilia e nel 2011 il premio internazionale di giornalismo “Maria Grazia Cutuli”. Molti dei suoi reportage sono diventati mostre.

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